TORINO CONTRO I BOOMERANG
DELLE SCIMMIETTE DI BLOOMBERG
No TOdays alla Confluenza Po-Dora
impatti ambientali, sociali ed economici
nel Comune con il debito pro capite più alto d'Italia
e nessuno che dica NO?
Difendiamo il verde e il territorio. No grandi eventi. Torino, 5 giugno 2025
Un altro avallo alla distruzione di Parco Dora!
Location con abuso
Mercoledì 4 giugno 2025, come previsto, la VI Commissione Consiliare Ecologia, Ambiente e Verde ha dato luce verde all’ennesima edizione del Kappa FuturFestival al Parco Dora. Ancora una volta è stato calpestato l’art 81 del Regolamento del verde. Nessuna opposizione: a cosa serve l’Assessorato al verde? La domanda desolante si rinnova.
L’argomentazione che la collocazione nelle aree verdi valorizza gli eventi era stata utilizzata a proposito di quelli che furono realizzati al Parco del Valentino. Adesso viene applicata anche quando si tratta di ‘verde di periferia’: ma se si pensa che la location verde porti automaticamente bene all’esito degli eventi, c’è da ricordare invece il flop della prima e unica edizione di Todays al Parco della Confluenza.
E così 100.000 metri quadri di verde “calpestabile” del parco sono a disposizione per essere sacrificati perché, come è stato ribadito dagli uffici comunali che si occupano del verde, grazie alle semenze giuste, “tanto l’erba ricresce”.
C’è stato tra i consiglieri comunali presenti anche chi ha consigliato di “neutralizzare” l’articolo 81 del Regolamento del verde: sottinteso, per evitare l’inutile teatrino rituale della richiesta (sempre approvata) di derogare a quanto vi viene previsto.
In fondo basta fare la giusta comunicazione ai cittadini perché questi, orgogliosi di ospitare un evento straordinario, durante il festival si spostino più in là. Questa la preoccupazione dei consiglieri, enfatizzato il buon rapporto tra la circoscrizione e gli organizzatori del Kappa FuturFestival. Anche dai più sensibili all’ambiente, un luogo a procedere: mastichiamo pure il verde di Parco Dora cercando di contenere e mitigare i danni, auspicando altre soluzioni come ipotesi di scuola.
Di limitare lo svolgimento della manifestazione solo sulla parte cementificata dell’area non se ne parla. E’ un tema di location o di abuso?
Difendiamo il verde e il territorio. No grandi eventi
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FESTEGGIAMO UN LIETO EVENTO: NASCE LA MOBILITAZIONE CONTRO I “GRANDI EVENTI”
Torino, 5 maggio 2025
Archiviato – anche grazie alla nostra lotta – il Todays Festival targato Fondazione Reverse, abbiamo deciso di dedicare la nostra attenzione agli impatti ambientali, sociali ed economici che i “Grandi Eventi” producono nella nostra città.
“A volte ritornano” come nella migliore tradizione horror, accompagnati da una narrazione mainstream che ha lo scopo di dissipare qualsiasi ombra: ecco il “ritorno” dell’ex sindaco olimpico Castellani (anche ex presidente del comitato organizzatore di Torino 2006) con l’Alleanza per Torino; l’ordine del giorno (nel 2022) per valutare la candidatura di Torino alle Olimpiadi estive del 2036; la drammatica realtà della città più cassaintegrata d’Italia che deve lasciare spazio al racconto della “Capitale dei Grandi Eventi”. Torino è il comune con il debito pro capite più alto d’Italia (un altro primato di cui faremmo volentieri a meno), taglia i fondi per il welfare ma spende 650 mila euro per il Todays Festival 2024 che si rivela un flop per il numero di spettatori e un disastro per il Parco della Confluenza che, invece, doveva essere salvaguardato.
Il verde pubblico, appunto, che per il “Grande Evento” e l’amministrazione, rappresenta soltanto una pagina del capitalismo verde: vedi “Kappa Futur Festival” e “Salone del Gusto” al Parco Dora, con la chiusura per diversi mesi di aree che diventano inaccessibili per la cittadinanza e che devono poi essere ripristinate. Lo stesso discorso si può fare per Piazza d’Armi e il Fan Village ATP con il greenwashing del “Green Wall” per cercare di nascondere i problemi creati dalla struttura. La scelta dei parchi e delle aree verdi per i “Grandi Eventi” non è dovuta alla “riqualificazione delle periferie” (finta) come sostiene l’Assessore Carretta: è il prodotto della scarnificazione del patrimonio pubblico della città. Una scarnificazione creata dalla cartolarizzazione degli edifici e dalla privatizzazione del verde: operazioni che hanno contraddistinto il periodo preolimpico (per il finanziamento del Grande Evento) e post-olimpico (per ripianare il debito creato dal Grande Evento). L’Assessore plurindagato all’Urbanistica Mazzoleni, si preoccuperà, tra un’indagine della Procura di Milano e l’altra, di individuare luoghi, nel nuovo Piano Regolatore, che non permettano ai “Grandi Eventi” di devastare le aree verdi?
Riteniamo quindi fondamentale creare una mobilitazione dal basso contro i “Grandi Eventi” e per la difesa del territorio e del verde: una mobilitazione resa necessaria dalla crisi profonda che attraversa la nostra città, una crisi generata anche dalle scelte dell’amministrazione.
Pagina iniziata il 5 maggio 2025.
Aggiornamento del (v. sotto):






