PAROLE SANTE

Francesco per il dialogo tra marxisti e cristiani – Finanza e mercato non possono dettar legge alla politica

Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio)

L’  Osservatore Romano, 10 gennaio 2024:

La finanza e il mercato
non possono dettar legge alla politica

È quanto sottolineato da Papa Francesco nel discorso rivolto stamane, mercoledì 10 gennaio, a una Delegazione del Gruppo DIALOP (Transversal Dialogue Project), ricevuta nell’Auletta dell’Aula Paolo VI prima dell’udienza generale. Nel suo discorso, che pubblichiamo di seguito, il Pontefice ha raccomandato tre atteggiamenti: «il coraggio di rompere gli schemi, l’attenzione ai deboli e la promozione della legalità».

Cari amici, buongiorno!

Do il benvenuto a voi, rappresentanti di dialop, da molti anni impegnati per la promozione del bene comune attraverso il dialogo tra socialisti/marxisti e cristiani. Un bel programma!

Uno scrittore latinoamericano ha detto che gli uomini hanno due occhi, ma uno di carne e un altro di vetro. Col primo vedono ciò che guardano, con l’altro ciò che sognano. Non perdere la capacità di sognare! Oggi, in un mondo diviso da guerre e polarizzazioni, corriamo il rischio di perdere la capacità di sognare. Ma noi argentini diciamo: «no te arrugues», un’espressione che significa “non tirarti indietro”. E questo è l’invito che faccio anche a voi: non tiratevi indietro, non arrendetevi, non smettete di sognare un mondo migliore. È nell’immaginazione, infatti, che intelligenza, intuizione, esperienza e memoria storica si incontrano per creare, avventurarsi e rischiare. Quante volte, lungo i secoli, sono stati proprio dei grandi sogni di libertà e di uguaglianza, di dignità e di fraternità, uno specchio del sogno di Dio, a produrre svolte e progressi. In quest’ottica, vorrei raccomandarvi tre atteggiamenti che ritengo validi per il vostro impegno: il coraggio di rompere gli schemi, l’attenzione ai deboli e la promozione della legalità.

Primo: avere il coraggio di rompere gli schemi per aprirsi, nel dialogo, a vie nuove. In un tempo segnato a vari livelli da conflitti e spaccature, non perdiamo di vista ciò che ancora si può fare per invertire la rotta. Contro gli approcci rigidi che separano, coltiviamo con cuore aperto il confronto e l’ascolto, non escludendo nessuno, a livello politico, sociale e religioso, perché il contributo di ciascuno possa, nella sua concreta peculiarità, essere accolto positivamente nei processi di cambiamento cui è legato il nostro futuro.

Secondo: l’attenzione ai deboli. La misura di una civiltà si vede da come vengono trattati i più vulnerabili — non dimentichiamo che le grandi dittature, pensiamo al nazismo, scartavano i vulnerabili, li uccidevano, li scartavano —: poveri, disoccupati, senza tetto, immigrati, sfruttati e tutti coloro che la cultura dello scarto trasforma in rifiuti. E questa è una delle cose più brutte. Una politica veramente al servizio dell’uomo non può lasciarsi dettar legge dalla finanza e dai meccanismi di mercato. No. La solidarietà, oltre che virtù morale, è esigenza di giustizia, che richiede di correggere le distorsioni e purificare le intenzioni dei sistemi iniqui, anche attraverso radicali cambiamenti di prospettiva nella condivisione di sfide e risorse tra gli uomini e tra i popoli. Per questo mi piace chiamare “poeta sociale” chi si impegna in questo campo, perché poesia è creatività, e qui si tratta di mettere la creatività al servizio della società, perché sia più umana e fraterna. Non avere paura della poesia, la poesia è creatività. Non dimentichiamo questa capacità di sognare.

Infine la legalità. Quanto abbiamo detto finora implica l’impegno a contrastare la piaga della corruzione, degli abusi di potere e dell’illegalità. Solo nell’onestà, infatti, si possono instaurare relazioni sane e si può cooperare con fiducia ed efficacia alla costruzione di un avvenire migliore.

Cari amici, vi ringrazio per il vostro impegno nel dialogo. C’è sempre tanto bisogno di dialogare, non abbiate paura! Prego per voi e vi auguro saggezza e coraggio nel vostro lavoro per un mondo più giusto e pacifico. Il Vangelo di Gesù Cristo possa sempre ispirare e illuminare la vostra ricerca e le vostre azioni. Grazie.

Papa Francesco
Jorge Mario Bergoglio


DIALOP – Progetto di Dialogo Trasversale. Durante l’udienza privata che Papa Francesco concesse il 18 settembre 2014 ai due politici di sinistra Alexis Tsipras e Walter Baier e a Franz Kronreif del Movimento dei Focolari, la conversazione verté sulla crisi ambientale e sulla crisi sociale mondiale. Al termine dell’udienza Francesco invitò i visitatori ad avviare un dialogo trasversale, capace di coinvolgere gli strati più ampi della società e soprattutto i giovani. Disse: “Nessuna potenza mondiale oggi è in grado di risolvere da sola i problemi cruciali del mondo”. “C’è bisogno di creare un’alleanza ecumenica contro la povertà, le disuguaglianze, contro la logica che i mercati e i profitti siano al di sopra delle persone”. Il sito apre in nuova scheda.


Pax Christi. Nonviolenza attiva, base delle azioni di “pax Christi” – La pace di Cristo è la speranza e la visione duratura del movimento, connesso con Dialop. La nonviolenza attiva è il fulcro dell’azione politica per un mondo giusto senza violenza e armi. Il movimento è attivo in numerosi Paesi. In Italia, da molti anni partecipa attivamente al movimento No Tav della Val Susa con azioni di disobbedienza civile e organizzando eventi di spiritualità tra i resistenti. Il sito apre in nuova scheda.


Un precedente già segnalato da Trancemedia.eu: il dialogo indiretto tra Cina e Vaticano alla COP28 dello scorso dicembre. Il servizio contiene un video-reportage di CGTN (China Global Television Network) composto dalle sintesi dei discorsi a Dubai del vice-premier Ding e del cardinale Parolin; due sguardi sul mondo altamente sinergici per la giustizia climatica che può scaturire soltanto dalla giustizia sociale, nel quadro di comunità della specie umana. La pagina apre in nuova scheda.

Nota della redazione Trancemedia.eu
Avere il coraggio di rompere gli schemi, lo dedichiamo ai molti che dicono “l’intelligenza artificiale è
un’opportunità” invece di invitarci a controllarla con rigore e coerenza e prudenza. Portare ai deboli l’attenzione del “poeta sociale” è nobile invito a ciascuno e supporto ai movimenti che si generano nella società. Ma correggere le distorsioni, purificare le intenzioni dei sistemi iniqui e affermare la legalità, contrastando corruzione e abusi di potere, chiede severa revisione del diritto in favore dell’umanità nel pianeta, il contrario della ligia obbedienza. Occorre coesione di progetto in una cultura che si rigenera, con forza sociale estesa e capace di reprimere la prepotenza, per voltare una pagina storica e aprire l’era della giustizia climatica e sociale senza le chimere dell’utopia. Ci voleva una gran benedizione, grazie!

11 Gennaio 2024

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