da che pulpito
V I E N L A G U E R R A
«Il mitomane Marco Rubio», articolo di Granma (Cuba) 7 gennaio 2026
Il Segretario di Stato americano incarna
la crisi morale delle élite dell'impero.
Hedelberto López Blanch (Autore) | internet@granma.cu
Marco Rubio, statunitense di origine cubana e Segretario di Stato USA, si è distinto nella sua carriera politica per mancanza di etica, scandali di corruzione, alta mitomania, posizioni di estrema destra, e per la sua malsana ossessione di rovesciare le nazioni progressiste e sovrane dell’America Latina, principalmente Cuba, Venezuela e Nicaragua, ma anche contro gli attuali governi di Brasile, Colombia e Messico.
Come ha scritto l’Eroe della Repubblica di Cuba, René González Sehwerert, nel prologo del libro “Rubio, un mitomane incontrollabile”, il lavoro “avrebbe potuto intitolarsi Marco Rubio, un uomo del suo tempo, del peggio del suo tempo”.
Nacque a Miami il 28 maggio 1971 da genitori cubani emigrati negli Stati Uniti, in un periodo turbolento a Miami, quando proliferavano droghe, aggressioni e intolleranza verso qualsiasi cosa fosse detta a favore della Rivoluzione. Gli Stati Uniti avevano creato una comunità di immigrati a cui concedevano ogni genere di privilegi per contrastare Cuba, intensificando il blocco economico, commerciale e finanziario contro l’Isola.
Per comprendere quell’ambiente, Manuel Giberga, il cubano-americano di più alto rango tra gli emigrati dell’Isola in quel periodo, come consigliere del direttore dell’Ufficio federale narcotici, dichiarò in un’intervista alla Rivista Réplica che “a Miami si stava forgiando una mafia sullo stile di quella di Al Capone”.
prime falsità di Rubio
Una delle prime falsità di Rubio fu registrata nella sua biografia ufficiale al Senato, in essa affermava che i genitori fuggirono da Cuba dopo la presa del potere di Fidel Castro nel 1959. E in un’intervista televisiva, enfatizzò: “I miei genitori hanno perso tutto: casa, famiglia, amici, persino il loro Paese. Ma hanno anche trovato qualcosa: gli Stati Uniti”.
Nell’ottobre 2011 la menzogna cominciò a essere smascherata su vari organi di stampa, come il Washington Post che precisò con documenti ufficiali: durante la sua carriera politica aveva sempre sostenuto di essere figlio di esuli del regime castrista – un’affermazione su cui aveva insistito durante la sua ultima campagna per il Senato federale e che, fino a poco prima, appariva nella sua biografia ufficiale sul sito web del Senato. Questa falsità fu essenziale per conquistare la destra radicale di Miami.
15 milioni di dollari
Invece la vita di questo personaggio è intimamente legata al narcotraffico. Aveva 16 anni, quando suo cognato, Orlando Cicilia, fu arrestato nel 1987 per traffico di un’enorme partita di droga, del valore di 15 milioni di dollari. Cicilia viveva con Bárbara, la sorella di Rubio, molto vicino alla casa in cui Marco viveva con i genitori. Al processo celebrato nel 1989, Rubio, allora diciottenne, si rifiutò di testimoniare se lui o la sua famiglia avessero ricevuto denaro da Cicilia.
noto a Miami come Narco Rubio
Il narcotrafficante, condannato a 25 anni di carcere, è stato rilasciato 12 anni dopo, dopo un patteggiamento con l’accusa. Suo cognato, già membro della Camera dei Rappresentanti della Florida, ha sfruttato la posizione parlamentare per ottenere una licenza immobiliare per Cicilia. Queste intricate relazioni lo resero noto a Miami come Narco Rubio.
A conferma della sua “vocazione” narco-corrotta, di recente ha influito su Trump perché graziasse il narcotrafficante ed ex presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernández, incarcerato negli Stati Uniti con una condanna a 45 anni inflitta dai giudici del distretto sud di New York, per l’introduzione di 400 tonnellate di cocaina in territorio statunitense.
Dopo il rilascio, e in seguito alla deplorazione internazionale verso l’assoluzione di Hernández, lo stesso Trump affermò di non sapere molto sull’identità del soggetto. Ovvio, chi lo conosceva bene era Rubio, come riporta la rivista canadese Vice, dato che aveva ricevuto oltre 600.000 dollari per finanziare le sue campagne elettorali tramite la società Bgr Group. L’allora senatore Rubio arrivò in Honduras nel 2018, si fece fotografare, abbracciò Hernández e, in una conferenza stampa a Tegucigalpa, elogiò il presidente “per la sua lotta contro il narcotraffico”. La Bgr Group fu incaricata a New York di riabilitare l’immagine dell’ex presidente.
accusa archiviata
Durante la sua presidenza della Camera dei rappresentanti della Florida, dal 2007 al 2009, [Rubio] fu indagato per operazioni fraudolente e arricchimento a danno dello Stato, per aver utilizzato denaro [pubblico] per spese personali, ma come sempre accade a Miami, quando un personaggio ha amici potenti e capitali abbondanti, l’accusa fu archiviata.
Anche nel rapporto di Rubio con l’ex membro del Congresso degli Stati Uniti David Rivera c’è una lunga storia di corruzione e riciclaggio di denaro. I due acquistarono una casa a Tallahassee per coordinare le loro attività illecite e contribuirono all’esproprio della società venezuelana Citgo (filiale statunitense di PDVSA, l’Eni venezuelana – ndr) che fu consegnata al “presidente fantasma” Juan Guaidó. Rivera fu arrestato nel dicembre 2022 e assolto il giorno seguente, come sempre accade a Miami con criminali danarosi.
quattro milioni da NRA
I legami dell’attuale Segretario di Stato americano con la National Rifle Association (NRA) sono ben noti. Da essa ha ricevuto oltre quattro milioni di dollari, il che lo obbliga a difenderla in qualsiasi circostanza. Ad esempio, quando il 2 dicembre 2015 avvenne il massacro a San Bernardino, California, in cui morirono 14 persone e altre 21 rimasero ferite, l’allora senatore Rubio si schierò immediatamente in difesa del ANR, e durante un evento della campagna elettorale dichiarò: “Sono andato a comprare una pistola il 24, la vigilia di Natale, una pistola, e sia io che mia moglie abbiamo armi di questo tipo”.
L’uomo che Donald Trump ha chiamato ‘Little Marco’
L’uomo che Donald Trump, durante un dibattito della campagna presidenziale, ha chiamato con disprezzo “Little Marco”, è noto come un sionista convinto, e la risposta a questa definizione è data dalla lobby ebraica di Washington, e in particolare dall’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), che gli ha dato ingenti somme di denaro e lo sostiene incondizionatamente nelle sue campagne politiche.
Rubio ha promosso e sostenuto il genocidio e lo sterminio palestinese nella Striscia di Gaza: fu uno dei primi a chiamare Benjamin Netanyahu e a visitare Israele in aprile e novembre 2023, per offrire il suo pieno sostegno al Primo Ministro sionista.
Dal suo arrivo alla Camera dei Rappresentanti della Florida nel 2000, avviò una feroce campagna di propaganda contro Cuba. Da allora in poi ha introdotto e co-patrocinato leggi contro il governo cubano. Come senatore durante la prima presidenza Trump, sostenuto da un altro oscuro ex senatore, Bob Menendez, ha imposto 240 sanzioni – o meglio, estorsioni – contro Cuba. Una volta diventato Segretario di Stato, ha intensificato la sua infame propaganda contro le missioni mediche cubane all’estero e contro i paesi che le accettano.
Scrivendo la postfazione del libro “Rubio: un mitomane incontrollabile”, il presidente della Casa de las Américas, Abel Prieto Jiménez, ha affermato: “Questo lavoro è molto utile per comprendere ciò che Martí chiamava ‘i veleni dell’anima che macchiano la natura degli Stati Uniti’. Si riferiva all’avidità, al culto del denaro, alla mancanza di etica, all’uso spudorato della menzogna, all’opportunismo e alla corruzione dei politici. Nel personaggio ritratto in quest’opera si riassume la crisi morale delle élite dell’impero, e in particolare di quelle di Miami”.
Fonte: Granma, Organo del Partito Comunista di Cuba (apri testo originale in spagnolo dal sito editore, in nuova scheda):
https://www.granma.cu/mundo/2026-01-07/el-mitomano-marco-rubio-07-01-2026-21-01-56
Traduzione a cura di Trancemedia.eu
Chi voglia verificare l’informazione fornita sopra, può consultare una fonte nord-americana piuttosto attendibile benché logorroica, ricercando:
The Chris Hedges Report – Substack – The Narco-Trafficking elite set to run Venezuela, 8 gen 2026


