SCELTE DI CAMPO
NELLA PARTITA IA
Intelligenza artificiale aperta, importata da America o costruita con Cina?
Global Times, traduzione dall'inglese a cura di Trancemedia.eu
Illustrazione: Liu Rui – Global Times
Mentre Cina e USA procedono su strade separate
nello sviluppo dell’intelligenza artificiale,
quale approccio è veramente “aperto”?
di Global Times
Pubblicato: 07 agosto 2025 00:34
Il rilascio da parte di OpenAI di due modelli di linguaggio open source di grandi dimensioni, avvenuto martedì [5 agosto 2025], ha suscitato attenzione globale. Molti media l’hanno interpretato come una risposta diretta alla sfida posta dai rivali, tra cui l’azienda cinese di intelligenza artificiale DeepSeek, rispedendo sotto i riflettori la competizione Cina-USA nel campo dell’IA. Tuttavia, i due Paesi stanno perseguendo percorsi nettamente diversi nello sviluppo dell’IA, ove si rispecchiano le differenze fondamentali nella filosofia di governance di ognuno.
Di recente il governo USA ha accelerato la sua agenda globale di IA, in politica come in diplomazia. Perché l’urgenza? In sostanza, è il riflesso dell’ansia strategica di Washington. Da un lato, i prodotti di IA cinese come DeepSeek, con prestazioni elevate performance e bassi costi di inferenza, guadagnano riconoscimento e adozione nel globo, erodendo la leadership USA nell’IA. Dall’altro, gli USA capiscono che molte economie sono ancora nelle fasi iniziali di costruzione dei propri ecosistemi IA, dalle infrastrutture ai chip a modelli e applicazioni. Questo lascia agli USA una finestra critica per dominare il mercato.
Però questa urgenza mette a nudo la natura geopolitica della cosiddetta “apertura” degli Stati Uniti. Pur decantando il lato aperto e cooperativo delle loro esportazioni di IA, gli USA considerano allo stesso tempo i concorrenti cinesi come “minacce alla sicurezza”. Proprio il giorno in cui OpenAI ha rilasciato i suoi nuovi modelli, un gruppo di sette senatori repubblicani ha chiesto al Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti di indagare sulle potenziali “vulnerabilità alla sicurezza dei dati” poste dai modelli open source cinesi come DeepSeek, ha riportato Reuters. Piuttosto che una reale preoccupazione per la “sicurezza nazionale”, una tale mossa riflette timori più profondi di perdere influenza tecnologica globale.
Mentre gli USA si affannano a consolidare la propria posizione nel mercato dell’IA, la Cina sviluppa il proprio ecosistema IA, con il proprio ritmo. Gli sforzi si possono riscontrare in giganti della tecnologia come Huawei, che ha annunciato martedì il rilascio open-source completo di “CANN”, il proprio framework di abilitazione hardware per il suo Ascend AI, affiancato da un’iniziativa di co-sviluppo.
Su scala più ampia, alla 2025 World Artificial Intelligence Conference e all’Incontro di Alto Livello sulla Governance Globale dell’IA, da poco conclusi a Shanghai, sono stati presentati oltre 3.000 prodotti di punta per illustrare diversi scenari applicativi dell’IA. Si è visto anche il lancio dell’International Open Source AI Cooperation Initiative e l’istituzione del Center for Global AI Innovation Governance.
Questo ci porta alla domanda chiave: sia la Cina che gli Stati Uniti parlano di “apertura” dell’IA, ma stanno parlando della stessa cosa?
Per gli Stati Uniti, l'”openness” dell’IA è principalmente mirata al mercato: significa consentire ad altri paesi di adottare e integrare strumenti di IA made in USA. Che questo avvenga attraendo talenti esteri di IA o esportando stack tecnologici statunitensi, il risultato finale spesso comporta l’assorbimento da parte dei giganti tecnologici USA o la creazione di nuovi monopoli tecnologici. Questo schema è evidente nelle passate esportazioni tecnologiche dagli USA.
Al contrario, la versione di “apertura” dell’IA praticata in Cina mira a inclusività e beneficio pubblico. Un approccio allo sviluppo dell’IA che sottolinea il principio dell'”IA per il bene”, mirando a rendere l’IA un bene pubblico globale piuttosto che uno strumento di poche nazioni ricche o di potenti conglomerati tecnologici. L'”apertura” della Cina comprende non solo la condivisione tecnologica, ma anche la collaborazione ecosistemica, lo sviluppo di capacità e persino l’allineamento dei valori. [V. in nuova scheda definizione “Value alignment” – NdT]
Esaminando questa divergenza su cosa significhi veramente “apertura” nell’IA, diventa chiaro che non si tratta più solo di una gara tecnologica tra Cina e Stati Uniti. È una sfida tra due filosofie di sviluppo e due modelli di governance. Gli USA seguono un modello gerarchico – “noi guidiamo, voi adottate”, mentre la Cina abbraccia un modello reticolare – “noi rendiamo possibile, voi co-costruite”.
In definitiva, quale versione di “apertura” riflette meglio lo spirito del nostro tempo? Quale percorso inietterà più autentica innovazione nel panorama globale dell’IA?
Queste sono domande a cui risponderanno sviluppatori, utenti e decisori politici in tutto il mondo.
Fonte: https://www.globaltimes.cn/page/202508/1340278.shtml (lingua inglese)
8 Agosto 2025




