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text-center space-top space-bottom">In una rete sociale, ma schietta!

NIMBY PRIDE. I nimby fanno i selfie? Noi li pubblichiamo (dopo revisione) e riconosciamo loro il diritto d’Autore. Trancemedia.eu fa rete sociale con i reietti, e con orgoglio! Non tutti sanno che l’espressione nimby (not in my backyard, non nel giardino dietro casa mia) fu coniata nell’America degli anni ’50 come sarcasmo del potere verso quegli abitanti delle periferie che rifiutavano l’installazione delle prime giganti discariche. Da allora, ai nimby, i media attribuiscono una sindrome di grettezza, egoismo, imprevidenza, idiozia.

Invece, se quei primi nimby avessero avuto gli strumenti per sviluppare la critica, la resistenza, la progettazione alternativa sino al punto di spezzare il paradigma dell’ammasso di rifiuti, oggi la Terra starebbe meglio e l’umanità sarebbe grata per l’impedimento. Il nimby, quando si oppone a qualcosa che non deve stare nel giardino di nessuno, agisce da anticorpo verso la sindrome che distrugge il pianeta. Ed è un nostro Autore potenziale, attraverso i Suggerimenti che ad ogni passo gli sollecitiamo.

ALTRA SCIENZA NORMALE. Molta scienza normale che ereditiamo dal secolo “breve” ha esaurito il proprio ciclo vitale. L’esperienza sui mega-progetti ha sconfessato la scuola di Chicago, che da una quarantina di anni domina il mondo e dal cui pensiero unico una Giuditta della consapevolezza non ci ha ancora liberati. Il Milton-Friedman-thought ha occupato Stati e istituzioni e ha imposto uomini e politiche del disastro, a governare gli effetti anziché le cause. La finanza di progetto, i partenariati pubblico-privati sono i miseri strumenti di un inganno planetario, mirato al furto di denaro pubblico e alla distruzione di beni comuni. Chi si mette di traverso vede ben presto che la mano invisibile dei mercati è in realtà la mano nascosta dei golpisti. E, quando suggerisce contenuti, ottiene tutta la nostra attenzione editoriale.

Nuovi paradigmi (energetici, trasportistici, sanitari, ecc) si abbozzano di continuo nella resistenza alla imposizione reiterata di conclamati errori. Quanto emerge dai ribelli, dai resistenti, dai dissidenti deve essere discusso, valutato senza preconcetti e con tutto il sapere disponibile, prima di essere validato in un quadro galileiano. A questo serve la revisione (peer review) che attiviamo sui Suggerimenti dei Lettori. Quando la revisione esperta non è conclusiva, ci affidiamo alla coscienza della redazione. Come norma generale, rispettiamo ogni contributo intellettuale, in forma testuale o filmica o sonora che sia, nella lettera e nello spirito. In principio, un Suggerimento validato nel peer review è pubblicato verbatim. Talvolta condensiamo i testi, mai li riassumiamo abusivamente. Il Lettore sovente è invitato a sviluppare il suo pensiero e l’espressione, e a valutare eventuali interpolazioni suggerite dalla redazione. L’interazione è a tutta prima informatica, ma ben presto diventa umana.

Rapido focus su un nuovo segmento al quale dedichiamo crescente lavoro. Obbedienze distruttive, basta. Lorenzo Marsili e Yanis Varoufakis, nello scritto “Tre tesi sull’Europa” (in “Indicativo Futuro, le cose da fare”, edizioni Gruppo Abele, 2017), propongono la disobbedienza costruttiva per cambiare tutta la politica, dal livello municipale a quello europeo. Consapevoli dell’assenza di democrazia nei processi decisionali europei, invitano le istituzioni locali a disobbedire a politiche e direttive della Commissione e a contrastarle con contro-proposte costruttive. Definiscono “costruttiva” ogni disobbedienza locale che non crei sofferenze altrove. Il momento eccezionale dell’Europa è quello di una grande trasformazione in atto: l’uscita di questa Europa – un sistema in crisi e agli sgoccioli – da se stessa, per ritrovarsi, deve essere virtuosa e umanista. Suggerimenti e testimonianze di disobbedienza costruttiva sono pertanto accolti con speciale riguardo dalla nostra redazione.

21 aprile 2018, Sulmona. Disobbedienze costruttive: sindaci Sulmona, Valle Peligna, Abruzzo. 


ALLA RICERCA DI UN’ECONOMIA EDITORIALE “CIRCOLARE”.
In un’economia circolare l’attività economica costruisce e ricostruisce continuamente la salute d’insieme del sistema. Avviando TAV CHI SÌ e NOI NO FORZATI FOSSILI sapevamo di partire in un’impresa pluriennale, di non poterci aspettare un rapido successo di mercato; pertanto decidemmo di non fare ricorso al crowdfunding né di tentare improbabili co-produzioni con il mainstream. I progetti, nati rispettivamente nel 2013 e nel 2015, sono come piante di carciofo: pluriennali, con due anni di avviamento (lo sviluppo prima della prima pubblicazione ha avuto per entrambi quella durata), e altri 4-5 presumibili anni di sviluppo ulteriore, coda lunga commerciale, possibilità di ri-uso alla conclusione del ciclo.

Disponiamo di tecnologia ideata, sviluppata e testata in sedi di ricerca; parte di essa riguardava le interazioni tracciabili tra membri di reti sociali. La ricerca Creanet 2001-03 (da noi condotta in un consorzio I-F-E-UK) aveva infatti costruito una rete sociale (al tempo non esistevano) capace di asseverare la proprietà intellettuale individuale dei contributi in uno spazio transnazionale di creazione collaborativa informale.

Nessun successivo ‘social network’ si è mai dedicato a questa problematica, di interesse precipuo della produzione/editoria indipendente. Qui il primo elemento di circolarità: il Lettore che diventa co-Autore, e il secondo: la costruzione di rete nell’indipendenza. A lato, il ri-uso (e l’ulteriore sviluppo) di tecnologia valida. Una nota importante: nessun social network pubblica il ‘core’ delle proprie procedure; noi possiamo farne piena dischiusura con gli altri Editori e Autori nella rete – nonché in sede tecnica e scientifica.

Altri concetti di economia circolare che implementiamo sulla piattaforma sono conseguenti: la visibilità dei processi di sviluppo (trasparenza per la piena visibilità, contrapposta alla ‘trasparenza’ dei colossi IT che serve a rendere invisibili i processi), la de-materializzazione dei semilavorati (tutto digitale per ora), l’intelligenza connettiva basata sui riscontri fra pari.

Parliamone e collaboriamo!

Claudio Papalia

Mappa concettuale dell'editoria transmediale di Trancemedia.eu - Gli ebook scaricabili dopo l'acquisto (sin.) sono le edizioni più recenti. Contengono i contributi ricevuti online (destra) dai Lettori, validati da revisori e discussi con i proponenti. Il processo di sviluppo è continuo; l'acquisto assicura le edizioni successive degli ebook e permette l'accesso ininterrotto alla rete.

Trancemedia.eu – LA TRANCE DI RITORNO ALLA REALTÀ
sperimenta contenuti transmedia di realtà,
ricerca nuovi approcci editoriali e culturali nel secolo
che vede crollare i paradigmi della modernità passata.
Ambiente, territori, energia, democrazia, debito,
con le relative collisioni, sono temi ricorrenti
della nostra attività editoriale partecipata online.


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