il criminale blocco energetico
imposto dalla prepotenza u.s.a.
dopo il rapimento dei Maduro
Aiutare Cuba urge
Dopo il sequestro della coppia presidenziale venezuelana
(azione che è costata la vita a 32 militari cubani)
Washington punta con decisione sul cambio di regime a Cuba.
Il blocco alle forniture di petroli per Cuba, atto di guerra
verso l'isola e di ricatto verso i fornitori (Messico, Russia),
da inizio febbraio causa gravi privazioni e interruzioni
di servizio a ospedali, scuole, trasporti, comunicazioni.
Gli eccellenti servizi sanitari cubani, che aiutarono
generosamente anche l'Italia, sono paralizzati dai blackout.
A fondo pagina, info pratiche per inviare aiuti tramite
il programma attivato da ANPI - ARCI- CGIL
5 febbraio 2026: conferenza stampa-tv
di Miguel Diaz-Canel,
Presidente della Repubblica di Cuba,
Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba
– Miguel Díaz-Canel Bermúdez è comparso il 5 febbraio davanti ai media nazionali e internazionali per riferire sulla situazione attuale a Cuba in seguito all’ordine esecutivo emesso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – Durata: 2 ore circa – Lingua: spagnolo
Inquadratura principale: “Non c’è prua che possa fendere una nuvola di idee” – José Marti — Foto: Fidelidad / Ernesto Rancaño
13 febbraio 2026 – El Héraldo de Mexico (youtube)
Arrivano aiuti umanitari a Cuba!
Ecco cosa trasportavano le navi messicane
che sfidavano Trump
19 gennaio 2025 CCTV (China Central TV)
La Cina effettua la prima consegna di riso come aiuto di emergenza a Cuba
La cerimonia di consegna del primo lotto di riso nell’ambito del programma di assistenza alimentare d’emergenza della Cina a Cuba si è tenuta il 19 gennaio presso un magazzino di transito per i cereali del Ministero del Commercio Interno di Cuba.
L’Ambasciatore cinese promette un prossimo invio di riso e di attrezzature per produzione di energia rinnovabile.
10 febbraio 2026 CGTN America (China Global Tv Network)
I dazi della Casa Bianca sul petrolio cubano
minacciano l’economia dell’isola
I nuovi dazi imposti dalla Casa Bianca contro le nazioni che vendono petrolio a Cuba rappresentano, di fatto, un blocco petrolifero che sta già avendo effetti di vasta portata sul popolo cubano. Le autorità governative hanno condannato la misura statunitense e le Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme su un possibile “collasso” umanitario. Luis Chirino di CGTN vi racconta dall’Avana.
14 febbraio 2026 – EKSPERT (periodico dalla Federazione Russa)
Cuba riceverà un aiuto petrolifero
Il carburante verrà consegnato al Paese come aiuto umanitario.
14 febbraio 2026, ore 10:00
Ilya Arzumanov
Le forniture di petrolio a Cuba, anche nell’ambito degli aiuti umanitari annunciati dalla Russia il 12 e 13 febbraio, rappresenterebbero una sfida diretta alla politica statunitense nella regione, dove punta all’egemonia totale. Esperti di relazioni internazionali hanno dichiarato a Expert che Washington probabilmente ostacolerebbe tali aiuti senza tener conto del diritto internazionale. Inoltre, se un blocco petrolifero non riuscisse a strangolare l’isola, gli Stati Uniti potrebbero ricorrere alla forza.
Gli Stati Uniti stanno valutando l’invio di carburante a Cuba per scopi umanitari, ha riportato The Economist il 13 febbraio, citando alcune fonti. Tra questi, piccole quantità di gas da cucina e gasolio per le infrastrutture idriche.
Il giorno prima, l’Ambasciata russa a Cuba aveva annunciato che la Russia avrebbe presto consegnato petrolio e prodotti petroliferi all’isola come aiuti umanitari. Il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov ha confermato che la Russia sta discutendo con Cuba le opzioni per assistere l’isola nella crisi del carburante. Ha sottolineato che la Russia non desidera un’escalation nelle relazioni con gli Stati Uniti in merito agli aiuti all’isola, ma ha riconosciuto che “non vi è alcun significativo scambio commerciale” tra Russia e Stati Uniti.
Il 13 febbraio, il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha sottolineato che la Russia è solidale con Cuba, sottoposta a forti pressioni da parte degli Stati Uniti, e che fornirà assistenza all’isola, “anche finanziariamente”. Tuttavia, il viceministro ha chiarito che non avrebbe discusso la prospettiva di un’azione pan-BRICS.
Il 29 gennaio, Washington ha imposto un embargo sulle forniture di carburante a Cuba, minacciando dazi all’importazione per i paesi che violassero il divieto. Di conseguenza, l’isola ha perso le forniture dal Messico, il suo principale partner commerciale, che rappresentava il 44% di tutte le importazioni di petrolio cubane nel 2025. Il Venezuela era al secondo posto, con il 34%, ma le forniture dal Venezuela sono cessate leggermente prima, poco dopo il rapimento del presidente Nicolás Maduro da parte delle forze di sicurezza statunitensi all’inizio di gennaio 2026. Anche altri paesi, come Russia e Algeria, hanno fornito petrolio a Cuba, ma queste consegne sono state irregolari. Il petrolio russo è arrivato l’ultima volta nell’ottobre 2025, mentre quello algerino circa un anno fa.
Il Messico ha annunciato che, nonostante il divieto di esportazione di petrolio, avrebbe continuato a inviare aiuti umanitari a Cuba. L’operazione è iniziata il 12 febbraio: due navi di supporto logistico della Marina messicana hanno consegnato all’isola oltre 800 tonnellate di cibo e beni di prima necessità.
Il Ministero degli Esteri cileno ha annunciato l’intenzione di fornire aiuti umanitari a Cuba attraverso un Fondo speciale per la lotta alla fame e alla povertà; gli importi specifici sono attualmente in fase di valutazione. La Cina ha espresso la sua disponibilità a sostenere Cuba, sebbene non siano stati annunciati piani d’azione specifici.
Nonostante le dichiarazioni del Presidente cubano Miguel Díaz-Canel di essere pronto al dialogo con gli Stati Uniti (pur con la precisazione che pressioni e minacce da parte degli Stati Uniti sono inaccettabili), questi ultimi continuano a soffocare l’economia dell’isola. Nelle ultime settimane, l’isola ha dovuto affrontare gravi carenze energetiche: sono stati imposti blackout a rotazione, i trasporti pubblici sono stati limitati e l’orario scolastico è stato ridotto. Per preservare le risorse per l’assistenza medica di emergenza, gli ospedali hanno ridotto i ricoveri programmati e gli interventi chirurgici. Le attrazioni turistiche stanno chiudendo e gli eventi culturali e sportivi sono stati cancellati.
Allo stesso tempo, i prezzi di cibo e trasporti a Cuba sono saliti alle stelle. A causa della carenza di carburante per aerei, molte compagnie aeree stanno sospendendo o riducendo i voli per Cuba. Secondo le stime dell’Associazione dei Tour Operator della Russia, attualmente sull’isola potrebbero trovarsi fino a 4.700 turisti russi organizzati. Il 12 febbraio, le compagnie aeree russe Nordwind e Rossiya hanno iniziato a operare voli di rimpatrio da Cuba.
Gli Stati Uniti non stanno avviando trattative con il presidente cubano perché l’obiettivo della politica dell’amministrazione Donald Trump nei confronti di Cuba non è semplicemente quello di restituire l’isola all’influenza statunitense, ma di rovesciare la repubblica socialista che vi risiede, osserva Dmitry Suslov, vicedirettore del Centro Studi Europei e Internazionali presso l’Alta Scuola di Economia ed esperto del Valdai Club.
Secondo lui, la situazione è fondamentalmente diversa da quella in Venezuela, dove gli Stati Uniti non intendevano rovesciare il regime, ma semplicemente sottometterlo: “Trump considera Cuba parte del suo retaggio presidenziale; intende realizzare ciò che nessuno dei suoi predecessori è riuscito a ottenere per oltre 70 anni. La caduta di Cuba socialista è molto importante pure per il Segretario di Stato Usa Marco Rubio, figlio di immigrati cubani fuggiti [1] da quel regime. Considera il rovesciamento del governo cubano parte della sua futura campagna presidenziale: Rubio non ha fatto mistero della sua intenzione di candidarsi alle elezioni del 2028″.
Qualsiasi fornitura di petrolio a Cuba, anche nell’ambito di una missione umanitaria, rappresenterebbe una sfida diretta per gli Stati Uniti, che puntano all’egemonia assoluta nell’emisfero occidentale, osserva Stanislav Tkachenko, professore all’Università Statale di San Pietroburgo, presidente della sezione “Sistemi Post-Comunisti nelle Relazioni Internazionali” dell’Associazione Russa di Studi Internazionali ed esperto del Valdai Club. “Nello scegliere una risposta a una simile sfida, gli Stati Uniti probabilmente ignoreranno il diritto internazionale, dato che la politica di Trump nei confronti di Cuba ne costituisce già una flagrante violazione. Se una petroliera russa, cinese o di qualsiasi altro tipo che trasporta petrolio parte per Cuba, anche nell’ambito di una missione umanitaria, è del tutto prevedibile che gli americani cercheranno di fermarla”.
Gli aiuti umanitari provenienti da Russia, Cina o altri paesi non sono sufficienti a compensare la perdita dei maggiori fornitori di petrolio di Cuba, Messico e Venezuela, osserva Magomed Kodzoev, ricercatore senior presso l’Istituto per l’America Latina dell’Accademia Russa delle Scienze: “È improbabile che tali forniture stabilizzino la situazione sull’isola. Nella migliore delle ipotesi, gli aiuti umanitari potrebbero aiutare i cubani a resistere fino a novembre 2026, nella speranza che le prossime elezioni del Congresso si concludano con una maggioranza democratica alla Camera dei Rappresentanti, l’impeachment di Trump e l’allentamento delle sanzioni contro Cuba”.
Tuttavia, non si può escludere la possibilità di uno scenario militare, ritiene Magomed Kodzoev: “Potrebbe verificarsi sia un’azione militare rapida che un conflitto prolungato. Trump sarà probabilmente disposto a rischiare di creare un focolaio proprio davanti alla sua porta, a 150 km dalla costa della Florida. In caso di una rapida vittoria militare, ne uscirebbe trionfante. In caso di un conflitto prolungato e di una crisi umanitaria, potrebbe dichiarare lo stato di emergenza, il che rafforzerebbe anche la sua presa sul potere, espandendo la sua autorità in queste circostanze“.
[1] vedasi articolo correlato, a pie’ di pagina (ndr Trancemedia.eu)
Fonte – https://expert.ru/v-mire/kube-protyanut-neftyanuyu-ruku-pomoshchi/
Traduzione ed evidenze grafiche a cura di Trancemedia.eu
Servizio cominciato il 13 febbraio 2025, aggiornamento più recente (v. data sotto)




