Emilio Scalzo NOTAV a Bruxelles, in quanto “represso” purtroppo non deputato

Leyen & Lobby non se ne sono neppure accorte.
Eppure Emilio deputato al Parlamento Europeo
sarebbe una forza per l'alter-europeismo utile.

Intervento di Emilio Scalzo alla giornata antirepressione organizzata al PE dal gruppo parlamentare LEFT.

EMILIO SCALZO a BRUXELLES con LEFT
che discute la REPRESSIONE (Italia capofila)

MARTEDÌ 10 GIUGNO 2025 IL NOTAV EMILIO SCALZO È INTERVENUTO AL PARLAMENTO EUROPEO A BRUXELLES, nella sessione dal titolo “LE PRIGIONI COME STRUMENTO DI REPRESSIONE PER COLPIRE I MOVIMENTI SOCIALI E POLITICI”.
Organizzata dallo schieramento di sinistra del Parlamento Europeo, l’iniziativa è stata fortemente voluta da Ilaria Salis che a conclusione dei vari interventi ha chiaramente ribadito la necessità di guardare a misure alternative al carcere, in una prospettiva seriamente abolizionista, in particolare per quanto riguarda la popolazione minorile.

10 giugno 25 Centro Studi Sereno Regis (sul cui sito si trova il video di Bruxelles v. in nuova scheda https://serenoregis.org/2025/06/10/carcere-e-repressione-per-colpire-i-movimenti-sociali-e-politici/ il video contiene l’intero dibattito, ove la parte dedicata al c.d. decreto sicurezza italiano è sostanziale; può essere eseguito con traduzioni o nelle lingue originali – ndr Trancemedia.eu)

“CARCERE E REPRESSIONE PER COLPIRE I MOVIMENTI SOCIALI E POLITICI”
Intervento di Emilio Scalzo in rappresentanza del Movimento NoTav e NoBorder
….Contro l’aggressione portata avanti dal potere e dalle lobby capitalistiche è nata una resistenza popolare: il Movimento No TAV.
In questa lotta è rinata una comunità, che è stata in grado di rompere le gabbie dell’indifferenza, dell’egoismo, del pregiudizio.
La difesa dei soggetti più deboli è diventata in Valle aiuto concreto ai migranti, ospitalità ai tanti, che tentano di varcare il confine tra Italia e Francia.
Contro tutto questo si è alzata la repressione nei confronti del Movimento No Tav, sostenuta dalle menzogne dei mass media di regime, dalle accuse e relativi processi per violazione di “Zone rosse” , “blocco stradale” , “violenza a pubblico ufficiale” , fino alle pesantissime imputazioni di “ terrorismo” e “ associazione a delinquere”.
Il mio attivismo all’interno del Movimento NO TAV e successivamente del Movimento NO BORDER è nato proprio dall’indignazione contro questa repressione.
Prima ero un perfetto “cittadino modello” , indottrinato da questo sistema.
Mi ha aperto gli occhi la violenza inaudita nei confronti di chi portava avanti concretamente la salvaguardia sociale e ambientale pagando di persona la disobbedienza al sistema.
Così ho deciso di mettermi in gioco anch’io.
Il primo avviso di chiusura indagini nei miei confronti risale al 2015, emesso dal tribunale di Torino per una manifestazione in solidarietà agli imputati del “processone”: il processo tenutosi nell’aula bunker del Carcere di Torino.
Da allora i procedimenti a mio carico si sono moltiplicati: fogli di via, divieti di dimora, obblighi di firma, arresti domiciliari, fino alla detenzione carceraria e al mandato di arresto europeo con tanto di estradizione in Francia con l’accusa di aver aggredito un gendarme durante una manifestazione in frontiera, ma la realtà era ben diversa: l’aggressore non ero io, mi ero semplicemente difeso.
Ho così avuto modo di conoscere differenze e somiglianze di sistemi carcerari di paesi diversi.
Il mio trasferimento dal carcere italiano a quello francese è avvenuto in tutta fretta, ammanettato ad un cinturone ed incappucciato….
Per fedeltà alle esperienze di solidarietà attiva nei confronti dei migranti, ho voluto impegnare i mesi del cosiddetto “affidamento in prova” presso il polo della Croce Rossa, attivo nel mio Comune adibito all’accoglienza dei “richiedenti asilo”.
Questo è stato il mio “reinserimento”: il ritrovare i volti, le storie, la gioia del riconoscersi nell’aiuto reciproco e la volontà di costruire insieme il mondo diverso possibile… quel mondo contro cui i governi guerrafondai scatenano le loro guerre imperiali, la sete folle di dominio che miete morti innocenti, devasta il presente, nega ogni futuro…..
E ora sui nostri balconi accanto alla bandiera No TAV, sventola anche la bandiera della Palestina.

 

Dieci anni fa, testimonianza di Emilio Scalzo
al Tribunale Permanente dei Popoli

14 Giugno 2025

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